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giovedì 11 febbraio 2021

Classica chiacchierata #2, Anna Karenina

Classica chiacchierata #2

Anna Karenina

Quando ho iniziato Anna Karenina avevo già di base altissime aspettative, ma non credevo che leggendolo le avrebbe soddisfatte e anche superate: ciò a cui mi sono approcciata, usando poche parole per descrivere questo grande pezzo di letteratura, ho scoperto essere un romanzo sulla vita e IL romanzo di tutti i romanzi. Probabilmente in futuro troverò altri libri che sapranno eguagliare la grandezza di questa storia, ma per ora rimane indiscussa opera d'arte che eclissa quasi tutti i romanzi che ho letto in precedenza.
Sicuramente, se non è possibile paragonare i romanzi contemporanei ad un classico, Anna Karenina spicca su tutti gli altri romanzi dei secoli precedenti e, per le tematiche e per come Tolstoj le argomenta, si dimostra particolarmente attuale, senza tempo. Anche se alcune dinamiche adattate ai giorni nostri sono sicuramente anacronistiche, per sommi capi il tutto si adatta ed è solo grazie alle doti dello scrittore che non solo ci fa un ritratto ottimo della società borghese russa del tempo, ma sa, col suo stile magistrale, incantare il lettore e renderlo partecipe della vita di questi uomini e donne che durante il corso della storia non solo hanno articolate riflessioni sulla vita e la realtà che li circonda, ma riescono, se non tutti alcuni, ad arrivare ad un punto in cui riescono a distendere i nodi problematici sulla loro esistenza.

martedì 24 ottobre 2017

Classica Chiacchierata #1, Cime Tempestose

Classica Chiacchierata #1

Cime tempestose

Ciao a tutti readers! Con oggi inizia una nuova rubrica che ho deciso d'intitolare:"Classica Chiacchierata" e che incentrerò su un classico e che avrà una cadenza mensile!
Non ho ritenuto opportuno fare delle normali recensioni sui classici, ma volevo impostare una semplice, per l'appunto, "chiacchierata" dove espongo in poche e semplici parole il mio pensiero,
facendo qualche parallelismo tra passato e presente, temi del libro che si ripetono nella letteratura contemporanea e, quindi, le ripercussioni che oggi possiamo osservare.



Oggi vi porto Cime Tempestose, il romanzo di Emily Bronte: iniziai a leggerlo più di un anno fa nell'edizione della Newton Compton, la Minimammut, ma ricordo di averlo abbandonato proprio quando Ellen, la nostra impavida e dolce governante, una solida costante in questo romanzo (e che io azzarderei ad identificare come l'autrice stessa), inizia il suo racconto, la tempestosa storia che lega Heathcliff e Catherine Earnshaw.

I tratti del mondo e dei personaggi che Bronte porta alla luce in questo romanzo, sono grezzi e bruti: ciò che possiamo osservare è la brutalità più assoluta, soprattutto del protagonista, Heathcliff, che è una vera e propria "anima nera", assetata dal desiderio di vendetta e che compirebbe le azioni più sconsiderate e maligne pur di, letteralmente, rovinare la vita delle persone che, in qualsiasi modo, volenti o nolenti, gli hanno reso più difficile l'esistenza.

Del libro ho preso l'edizione per ragazzi, edita da Mondadori questa volta, per rendere la lettura, già ardua, più piacevole e scorrevole: sono molto felice di dire che in effetti questo stratagemma mi è stato utile e se non fosse stato per la traduzione più scorrevole, ma che a quanto ho notato è fedele alla trasposizione originale, probabilmente non sarei riuscita a terminarlo.
Non solo, però, per la traduzione astrusa della Newton Compton, ma soprattutto, come poi ho visto in queste ultime settimane, per i personaggi: li ho odiati tutti, dal primo all'ultimo.
Eccezion fatta per la fedele ed intelligente Ellen (aka Nelly).

Chi per un motivo, chi per un altro, sono tutti detestabili: alcuni stupidi, altri noiosi, viziati, iracondi, violenti, ingiusti, CATTIVI (e quest'ultimo aggettivo lo sottolineerei più e più volte). Avrei voluto tanto scaraventare il libro contro il muro più di una volta, ma mi sono trattenuta solo perché sapevo quali fossero le reali intenzioni della Bronte: farci comprendere la differenza tra un amore sano e uno corrisposto solo per metà, la differenza tra una persona buona con coscienza e un'altra priva di qualsiasi morale.

Mentre lo leggevo non potevo fare a meno di pensare al libro contemporaneo che ho avuto la (s)fortuna d'incontrare e recensire due anni fa (quanto tempo! mi sembra ieri per come mi aveva colpita la sua bruttezza!): After di Anna Todd (la mia recensione QUI).
Isabella come anche sua nipote, Cathy fanno scelte sbagliate di cui si pentiranno presto: due ragazzine che credono di sapere cos'è l'amore, ma che lo hanno scambiato per una semplice infatuazione.


è questa la profondità del romanzo che ho adorato, ora come ora è importantissimo far arrivare alle ragazze questo messaggio, immaginiamo nel passato quanto quest'opera possa essere stata d'ispirazione! Infatti i personaggi femminili sono parecchio intraprendenti, e caparbi: Ellen è stato il mio personaggio preferito fra tutti perché è sicuramente la più intelligente, se i suoi padroni avessero seguito i suoi consigli... Quante arrabbiature mi sarei risparmiata! 

Lascio ancora qualche stralcio, dispiaciuta del fatto che Anna Todd abbia ammesso di essersi ispirata a queste pagine. Credo che se l'avesse VERAMENTE letto questo libro, probabilmente non avrebbe partorito l'abominio di Hardin, che, effettivamente, assomiglia ad Heathcliff negli atteggiamenti scorbutici e violenti, MA non siamo più nell'ottocento ERGO Tessa avrebbe dovuto saper distinguere uno scimmione da una persona dotata di cervello funzionante, dati i tanti anni di evoluzione.
E invece, come sappiamo bene, non è accaduto. *shame on Tessa*

prima parte

seconda parte



Ho notato, su goodreads, una volta finito il libro, che non solo io ho avuto un esaurimento nervoso dovuto ad alcuni personaggi incapaci o vittime della cattiveria di Heathcliff, ma sono ancora più colpita che nonostante l'odio profondo nutrito un po' verso tutti i protagonisti della vicenda, si è ammesso generalmente che questo libro è un ottimo libro, che offre una prospettiva diretta e profondamente negativa verso atteggiamenti violenti e irresponsabili, oltre che altri poco critici alla circostanza.

Spero che questa rubrica abbia potuto interessarvi, alla prossima con un altro titolo!